Case Study e reportage

A FiLO LAB: quando il filo muro diventa progetto

22 architetti in visita per il primo laboratorio italiano dedicato alla cultura del filo muro

Il 3 dicembre 2025 la sede produttiva di COMPASSiN® a San Giuliano Milanese ha ospitato A FiLO® LAB, il primo laboratorio italiano interamente dedicato alla cultura del filo muro. Un appuntamento tecnico esclusivo che ha riunito 22 architetti selezionati da studi del Nord Italia, impegnati quotidianamente nella progettazione contemporanea e nelle ristrutturazioni a secco.

L’evento non è stato una semplice visita aziendale, ma un momento di formazione avanzata, pensato per affrontare con rigore progettuale le criticità ricorrenti dei cantieri reali: continuità visiva, integrazione degli impianti, coerenza materica, dialogo tra finitura e funzione. Temi che raramente trovano spazio in percorsi formativi strutturati, nonostante il loro impatto decisivo sul risultato architettonico finale.

Dal progetto al sistema: la lezione che cambia il modo di progettare

La sessione principale della mattinata è stata guidata dall’architetto Ecaterina Cazan, co-fondatrice di COMPASSiN®, che ha proposto ai partecipanti un cambio di paradigma: il filo muro non è un prodotto, ma un sistema su misura che deve essere integrato nel progetto fin dalle fasi preliminari.

«Non è un oggetto da adattare all’ultimo minuto», ha spiegato Cazan, «ma una leva architettonica potentissima».

Un concetto che ha portato alla definizione della “grammatica del filo muro”, la struttura che permette di leggere e progettare correttamente i punti di accesso all’interno di un ambiente. Una grammatica articolata in tre famiglie:

  • Chiusure per impianti
  • Chiusure per spazi residui
  • Porte filo muro (passaggi)

Ogni categoria ha funzioni, vincoli, materiali e geometrie specifiche, e richiede un approccio progettuale consapevole.

I nodi degli impianti: dalla teoria al cantiere

Una parte rilevante della lezione è stata dedicata alle criticità degli impianti nelle ristrutturazioni, un tema spesso trascurato o risolto con soluzioni di ripiego.

Durante A FiLO® LAB è stato chiarito come non esista una soluzione unica per tutti gli impianti, ma almeno quattro categorie principali, ciascuna con esigenze di accesso, sicurezza, manutenzione e integrazione differenti.

Un approccio che ribalta una prassi diffusa: trattare ogni punto tecnico allo stesso modo porta inevitabilmente a compromessi estetici e funzionali. Al contrario, riconoscere la natura dell’impianto — per dimensione, frequenza di accesso e criticità — consente di progettare sistemi di chiusura specifici, capaci di garantire ordine visivo, affidabilità nel tempo e manutenibilità reale.

L’obiettivo estetico rimane invariato, ha sottolineato Cazan: ridurre al minimo la presenza visiva dell’accesso, fino a farlo coincidere con una semplice “linea di matita“, priva di sbavature e discontinuità.

Le porte filo muro: un nodo da progettare subito

La mattinata ha dedicato spazio anche alle porte filo muro. È stato ribadito come la porta debba essere definita all’inizio del progetto — lato a filo e senso di apertura — evitando gli errori più frequenti: l’utilizzo di telai standard e l’inserimento tardivo in fase di cantiere.

Il telaio ideale è quello che si integra nello spessore reale della parete finita, dialogando con la stratigrafia della costruzione a secco senza generare discontinuità o lavorazioni superflue.

Dal reparto produttivo ai casi reali

Le nozioni teoriche hanno preparato il terreno per i risvolti pratici. I partecipanti hanno visitato il reparto produttivo, osservando da vicino le soluzioni già posate e confrontandosi con i tecnici interni sui dettagli di posa, tolleranze, allineamenti e materiali.

È qui che è emerso uno degli aspetti centrali del metodo COMPASSiN®: un supporto tecnico continuo che accompagna il progetto nelle scelte di posizionamento, dimensionamento e integrazione delle chiusure, rendendo il filo muro un sistema completamente adattabile alle esigenze progettuali.

La mattina è proseguita con uno slot dedicato al tema “dalla carta al cantiere“, momento in cui i professionisti hanno potuto discutere varianti progettuali, integrazioni impiantistiche e possibili criticità di esecuzione.

A chiudere, lo studio Demba Architetti ha presentato il progetto di un B&B completamente pensato A FiLO®, offrendo un esempio concreto di come il sistema COMPASSiN® venga costruito attorno al progetto — e non il contrario.

Le voci degli architetti

Le testimonianze dei partecipanti hanno confermato quello che era già chiaro: il settore vuole informazione tecnica. C’è una richiesta crescente di formazione sul filo muro, sulla gestione degli impianti e sulla costruzione a secco.

«Questo tipo di formazione riesce ad anticipare i problemi» racconta l’arch. Lorena Gjerji. «Adesso abbiamo degli strumenti per affrontarli, la sicurezza di poter gestire diverse situazioni in cantiere nelle prossime occasioni».

«Mi ha affascinato il tema della chiusura di spazi residui, che sono sempre una nota dolente nei progetti» si accoda l’arch. Matteo Pozza. «È stata un’immersione totale dal punto di vista teorico fino a quello pratico, con la visita in produzione e il risultato finale delle soluzioni».

Ascolta le testimonianze di altri professionisti come te

Il pranzo e il momento di confronto finale hanno chiuso una giornata caratterizzata da grande partecipazione e scambio diretto di idee e soluzioni. Ogni professionista ha ricevuto un kit di materiali tecnici cartacei, utili a integrare lo standard A FiLO® nei progetti futuri.

L’alto livello di interesse ha già portato in previsione nuove edizioni del laboratorio per il 2026, con l’obiettivo di consolidare una comunità di progettisti preparati, consapevoli e sempre più orientati verso un approccio sistemico.

Se vuoi prendere parte a questo evento unico ed entrare nel gruppo di progettisti con in mano questo sapere da applicare ai prossimi cantieri, scrivici e riserva il tuo posto nel prossimo A FiLO® LAB.

Lascia i tuoi dati e blocca il tuo posto. Ti ricontatteremo e ti faremo sapere la prossima data prevista!
Tutto ciò che devi fare è mandare una e-mail al pulsante in basso, scrivendo:

  • Il tuo nome
  • Il nome del tuo studio/attività
  • L’indirizzo del tuo studio/attività
  • Un recapito telefonico