AMBiENTE da progettare

3R + 1 Ristrutturare con prodotti a filo

Tutti conoscono le tre R di Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. In un mondo che volge verso un pensiero ecologico per combattere il consumismo, lo spreco e l’accumulo di rifiuti.

Potremmo allora aggiungerne una quarta: Ristrutturare. Anche il mondo dell’edilizia tende sempre di più ad intervenire sull’esistente piuttosto che a costruire qualcosa di nuovo.

È necessario assecondare questa tendenza non solo per evitare di consumare nuovo suolo, ma anche perché abbiamo il dovere di salvaguardare il patrimonio esistente, mettendolo anche a norma secondo le nuove esigenze in campo energetico.

All’aspetto energetico e di comfort termico e acustico aggiungiamo anche la necessità e il desiderio di rinnovare gli ambienti secondo nuovi bisogni, nuovi utilizzi e anche nuovi gusti estetici.

Quando ci si approccia alla ristrutturazione si ha a che fare con una metodologia d’intervento che deve tenere conto di diversi fattori tra cui la velocità esecutiva dei lavori e anche i costi di costruzione. Tra i modi di costruire e ristrutturare sicuramente i sistemi costruttivi a secco portano non pochi vantaggi. Primo fra tutti la riduzione dei tempi e dei costi di costruzione e dunque anche un elevato risparmio energetico.

Senza entrare nel dettaglio di tutti i prodotti offerti dal mercato per le diverse parti di un edificio (involucro esterno, struttura, sistema interno), si può direttamente parlare dei sistemi a filo.

Questi sono un insieme di soluzioni che completano l’offerta delle tecnologie a secco con sistemi di chiusura e apertura (per interni ma anche per esterni, in alcuni casi) che hanno l’obiettivo di raggiungere un’estetica di pregio, minimale e contemporanea, insieme a una funzionalità di alto livello, che rende l’utilizzo quotidiano semplice e piacevole oltre che durevole nel tempo.

Il termine stesso a filo, indica che il risultato finale sarà in continuità con la superficie del muro, senza sporgenze, andando perciò a superare le soluzioni tradizionali dotate di cornici o coprifili.

Ma perché optare per soluzioni a filo?

Chiudi gli occhi e immagina un ambiente appena ristrutturato dove sono presenti i seguenti elementi: porta del bagno, porta del disimpegno, porta di accesso alla zona notte, anta di un ripostiglio, armadio di servizio, anta del collettore, anta del contattore e domotica, ecc.

Per installare tutte queste chiusure con sistemi tradizionali è necessario tappezzare i muri perimetrali di coprifili, fasce di compensazione diverse tra loro, in poche parole utilizzare quello che riesce ad offrire un falegname artigiano tuttofare. Senza nulla togliere al falegname, questo non è il suo lavoro.

Ristrutturare un ambiente e usare delle porte tradizionali con coprifilo, porta subito la sensazione di aver perso perso almeno il 30 % dello spazio.

Se ci pensi, per questo motivo alcuni progettisti propongono colori chiari come il bianco per ingannare questo effetto, simulare un’estetica “moderna” e nascondere il più possibile la presenza ingombrante di cornici di troppo.

È vero che talvolta le scelte progettuali richiedono di dare importanza a una porta, in quel caso si potrà scegliere un manufatto di pregio realizzato appositamente e su misura da un falegname secondo in progetto preciso, ma il più delle volte le tradizionali porte con coprifilo “da supermercato” sono pugni negli occhi di cui faremmo volentieri a meno.

Lo stesso discorso vale per una botola o un’anta.

Le botole sono delle ante collocate su contropareti o controsoffitti necessarie per poter accedere agli impianti facilmente per la loro manutenzione e ispezione, rimanendo però discrete e mimetizzandosi con la parete o il soffitto su cui si trovano per non invadere l’ambiente con la loro presenza, poiché elementi secondari. Proprio per questo anche solo pensare a un’anta tradizionale, che finge di essere una botola arrangiata sul momento, non ha alcun senso.

Le ante a filo, sono invece elementi di chiusura a parete che servono per chiudere una cabina armadio, una dispensa o una nicchia. Anche in questo caso il risultato più auspicabile sarebbe la mimesi e la discrezione, senza dimenticare la funzionalità semplice e durevole nel tempo.

Discorso a parte è quello dell’installazione: tutti questi elementi devono anche essere pensati per essere installati facilmente, senza intoppi, ma questa è un’altra storia.

Alcuni progettisti o installatori si rivolgono ad artigiani falegnami, ma per quanto sia competente un falegname, in questi casi deve sempre improvvisare o arrangiarsi, proponendo ante in mdf o multistrato grezzo prive di bordatura, con dei risultati a volte pessimi.

E’ impossibile avere la garanzia della funzionalità e della durata nel tempo, e a questo si aggiungono costi alti e tempi lunghi perché tutto viene pensato sul momento, momento, caso per caso. Ma possiamo ben capire che questo tipo di soluzioni non standardizzate e non pensate sulla base dell’esperienza di cantiere non potranno essere esaustive e performanti.

La soluzione migliore è rivolgersi a dei professionisti esperti del settore che progettano e producono sistemi a filo in grado si rispondere a tutte queste problematiche con soluzioni semplici, veloci da installare, funzionali, durevoli nel tempo, belle esteticamente e anche garantite.

Architetto AAM, esperto di costruzioni a secco, progettazione e ristrutturazione di interni, specialmente con l'utilizzo di soluzioni in continuità con la parete. AD di un'azienda italiana che progetta e produce i propri prodotti (porte, ante, botole d'ispezione, armadi) e le proprie soluzioni a filo ideali per le costruzioni a secco.

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