AMBiENTE da progettare

Impianto di climatizzazione e botole forate o fessurate

Nel momento in cui si ristruttura un immobile, ci si trova a decidere quale impianto di climatizzazione preferire per l’abitazione: impianto canalizzato o split?

I condizionatori split hanno un impianto caratterizzato dalla presenza di un’unità di condizionamento posta nell’ambiente. Lo split può essere a parete o a soffitto e viene installato in ogni ambiente in cui si ha bisogno.

Lo split ha degli svantaggi come:

  • poco estetico
  • acusticamente fastidioso
  • costi più alti rispetto all’impianto canalizzato

Nell’impianto canalizzato, invece, viene installato un solo apparecchio (unità interna) all’interno dell’abitazione con una potenza sufficiente a riscaldare o raffrescare l’intero alloggio. Ogni stanza della casa viene collegata a questo impianto attraverso dei tubi canalizzati isolati e, tramite delle bocchette a parete o a soffitto, viene convogliata l’aria calda o fredda in tutti gli ambienti. Apposite griglie, invece, hanno il compito di prelevare l’aria e riportarla in circolo.

Nelle ristrutturazioni l’impianto canalizzato è di gran lunga più diffuso rispetto all’impianto a split (8 su 10 sono canalizzati).

Come viene chiuso l’impianto dalle aziende che lo forniscono?

Le aziende specializzate in impianti di condizionamento dell’aria concentrano le loro energie sulla performance degli impianti, forniscono e installano ottimi prodotti.

L’unità interna dell’impianto canalizzato, non si vede perché viene installata all’interno di un controsoffitto, ma per ispezionare la macchina e la ripresa d’aria cosa propongono le aziende che forniscono l’impianto? 

Una griglia in alluminio anodizzato sporgente, con cornici per coprire il taglio nel cartongesso. Una soluzione poco estetica e che spesso va a rovinare il risultato finale dei lavori appena eseguiti.

Inoltre, nel caso di guasti o per sostituire la macchina è necessario demolire il controsoffitto, perché la dimensione della griglia è stata calcolata solo per sostituire i filtri e la quantità d’aria che deve passare attraverso e non per poter rimuovere l’intera macchina in caso di bisogno.

Perché accade questo? Le aziende che forniscono le chiusure sono composte tecnici di impianti tecnologici, non da architetti o designer e sono giustamente esperte di impianti e non di chiusure.

Come risolvere questo inconveniente??

Sostituendo la griglia sporgente con una botola d’ispezione adeguatamente progettata per la chiusura sicura efficace e performante nel tempo dell’impianto.

Ovviamente una botola a filo del controsoffitto, che sia forata o fessurata in modo da permettere il passaggio dell’aria in maniera adeguata.

Con una soluzione del genere per ispezionare qualsiasi parte del unità interna, con un semplice click la botola si apre in sicurezza.

Per sostituire la macchina, in caso di guasto irreparabile, basta calcolare l’ingombro del unità interna, prima di ordinare la botola, per cui sempre con un semplice click si apre in sicurezza si smonta e si rimuove la macchina senza demolire il controsoffitto, potendola poi sostituire comodamente.

Cosa offre il mercato?

Spesso si vedono sportelli che vengono montati a soffitto, ma non sono vere e proprie botole.

Il consiglio è di scegliere una botola con telaio in alluminio e anta estraibile

NB diffida delle anta a soffitto con cerniera non estraibile, tipo quella degli arredi. Prima di tutto non è comodo lavorare e l’estrazione è possibile ma non immediata. In secondo luogo, lasciando penzolare l’anta, si rischia lo strappo delle cerniere e la caduta dell’anta con danni possibili a oggetti o persone.

Il consiglio è scegliere una botola con anta NON in cartongesso e NEMMENO in MDF.

Perché? La foratura e fessuratura nel cartongesso porta allo scoperto il gesso, nell’MDF lascia scoperto il materiale stesso. Per cui l’azione dell’aria che passa attraverso i fori e dell’umidità che inevitabilmente viene trasportata porterà inevitabilmente al deperimento del materiale esposto, con danni irreversibili a livello estetico ma anche di funzionamento e sicurezza.

Inoltre, il cartongesso e l’MDF hanno limiti in quanto a dimensioni. Ti potranno proporre anche una botola di grandi dimensioni in questi materiali, ma sarà dotata di rinforzi strani e sarà pesantissima e difficile da maneggiare.

Allora cosa scegliere?

Il consiglio è una soluzione unica sul mercato: una botola d’ispezione senza limiti di dimensioni, realizzata con anta in COMPOSITO DI ALLUMINIO: un materiale che può essere forato e fessurato senza alcun timore, ideale per lavorare bene in condizioni di umidità, adatto anche agli esterni, che mantiene allo stesso tempo resistenza e leggerezza.

Si chiama UGA+APA.

La botola UGA, contrassegnata dalla scimmietta, è la prima e originale botola d’ispezione che va oltre il cartongesso.

UGA è amata dai posatori e dagli architetti che proponendola ai loro clienti finali offrono una soluzione nuova e unica, performante e durevole nel tempo, discreta ed esteticamente pregiata.

Per sapere di più su UGA e l’azienda produttrice ecco il link diretto alla pagina web dedicata.

Architetto AAM, esperto di costruzioni a secco, progettazione e ristrutturazione di interni, specialmente con l'utilizzo di soluzioni in continuità con la parete. AD di un'azienda italiana che progetta e produce i propri prodotti (porte, ante, botole d'ispezione, armadi) e le proprie soluzioni a filo ideali per le costruzioni a secco.

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