Brescia, 23 ottobre 2025 — Fondazione dell’Ordine degli Architetti
Un pomeriggio di confronto tecnico e visione progettuale si è svolto presso la Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Brescia per il seminario “Cantiere a secco e chiusure filo muro: il dettaglio che progetta lo spazio“.

Un tema attuale, ma ancora frainteso
Le chiusure filo muro sono tra gli elementi più desiderati dell’architettura contemporanea. Raffinate, integrate e capaci di restituire continuità estetica agli ambienti, sono però spesso vittime di pregiudizi tecnici: fragilità, difficoltà di posa, degrado nel tempo.
Proprio per superare questi luoghi comuni, il seminario ha offerto ai progettisti una conoscenza concreta e professionale del filo muro, partendo dalle basi del cantiere a secco fino alla gestione dei dettagli di posa — quel livello tecnico che può trasformare un’idea pulita in un risultato impeccabile.
Il cantiere a secco come chiave del progetto moderno
Dopo i saluti introduttivi di Andrea Benedetti, referente della Fondazione, il microfono è passato all’architetto Ecaterina Cazan di COMPASSiN, con un’ampia panoramica sulle Chiusure A FiLO entrata nel dettaglio solo dopo l’intervento dell’ingegnere Roberto Lauber di Lithos Plus. Quest’ultimo ha chiarito perché la costruzione a secco rappresenta oggi il futuro dell’edilizia interna: tempi rapidi, precisione esecutiva e controllo totale del progetto.
Un sistema che, se ben compreso, non solo semplifica il cantiere, ma apre nuove opportunità creative per l’architetto.

Le chiusure filo muro, dal mito alla pratica
Il cuore dell’incontro ha visto protagonista proprio il filo muro.
Ecaterina Cazan ha guidato i partecipanti in un viaggio tra errori tipici, falsi miti e casi reali, mostrando come una chiusura a filo non sia un accessorio da catalogo, ma una componente architettonica su misura, da progettare insieme al sistema costruttivo.
Con il supporto tecnico di Lauber, sono stati illustrati esempi di integrazione con impianti, spazi residui e porte filo muro, con un attenzione particolare ai tempi di scelta e posa.
Un percorso che ha messo in luce come la qualità del risultato dipenda dalla sinergia tra progettista, produttore e cantiere — il vero valore aggiunto di un approccio integrato.
Dal progetto al sistema
Nella terza parte del seminario, è stato affrontato un punto cruciale: il prodotto da solo non basta.
Le chiusure filo muro richiedono prescrizione su misura, supporto in fase di progetto e assistenza in cantiere.
A testimoniarlo, l’esempio lampante presentato dall’architetto Alessia Rubino, che ha mostrato la rivoluzione di un micro-appartamento in centro storico a Chiavari: da spazio fatiscente e disorganizzato ad accogliente e arioso B&B, grazie alla sinergia tra progettista, impresa ed estetica completamente A FiLO.

Confronto, dibattito e networking
La giornata si è conclusa con l’aperitivo e il suo momento di confronto tra relatori e partecipanti, che ha evidenziato quanto il filo muro sia ancora un territorio da esplorare, ma anche un’opportunità straordinaria per chi sa padroneggiarlo.

Un’occasione rara
Chi ha partecipato ha potuto accedere a un patrimonio di conoscenza difficile da trovare altrove: nozioni di cantiere, dettagli costruttivi e strategie progettuali che possono fare la differenza tra un progetto ben riuscito e uno pieno di compromessi — nonché 3 crediti formativi.
Per chi non c’era, resta la possibilità di rimanere aggiornati sui prossimi appuntamenti formativi.
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